ESCO ed energy manager

Le ESCO devono nominare un EM ai sensi della Legge 10/91? Un consumatore che affida ad una ESCO la gestione dei propri consumi deve nominare un proprio Energy manager ai sensi dell’art. 19 della Legge 10?

L’obbligo di legge fa riferimento al consumo di energia espresso in fonti primarie. Per tale motivo in un rapporto fra un fornitore di servizi energetici – che per brevità chiamiamo ESCO – e un cliente è dirimente la natura del rapporto stesso. Si segnalano le seguenti possibilità:

  1. Il cliente acquista per proprio conto l’energia da altri fornitori e la ESCO cura gestione e manutenzione degli impianti: in tal caso i consumi risulteranno in capo al solo cliente, che dunque dovrà provvedere alla nomina nel caso superi le soglie di legge.
  2. Il cliente acquista l’energia dalla ESCO, che acquista i combustibili e fattura l’energia al cliente sotto forma di kWh, m3 di gas, kcal, o altre unità di misura del vettore energetico erogato o del combustibile utilizzato: entrambi i soggetti risulteranno intestatari di consumi in ingresso alla propria realtà di riferimento. Il cliente dovrà provvedere alla nomina se supera le soglie di legge su questi consumi e sugli altri ad esso intestati (e.g. consumi elettrici, illuminazione pubblica, parco automobili di proprietà, fonti rinnovabili, etc.). La ESCO dovrà aggiungere ai consumi di combustibile in ingresso agli impianti del cliente tutti gli altri ad essa intestati sul territorio nazionale. Da notare che l’obbligo di nomina riguarda la ESCO come società e dunque è previsto un unico responsabile nazionale; ciò non toglie che la ESCO possa affidare ai suoi account il ruolo di energy manager degli impianti da lei gestiti presso i clienti, nominandoli come responsabili locali.