Chiarimenti sul ruolo dell’energy manager ai fini dell’art.8 del D.Lgs. 192/2005

Ai fini del rispetto dell’art. 8 del D.Lgs. 192/2005 e s.m.i. si richiedono maggiori chiarimenti sul il raggio di azione delle competenze di un energy manager nominato da una Pubblica Amministrazione obbligata ai sensi dell’art.19 della Legge 10/91.

La gestione dell’energia da parte dell’energy manager nominato è limitata agli edifici e ai centri di consumo afferenti all’Amministrazione nominante. 
Entrando nel dettaglio, ricordiamo che l’art. 8 comma 1 del D.Lgs. 192/2005 e s.m.i. prevede che: “Il progettista o i progettisti, nell’ambito delle rispettive competenze edili, impiantistiche termotecniche, elettriche e illuminotecniche, devono inserire i calcoli e le verifiche previste dal presente decreto nella relazione tecnica di progetto attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e dei relativi impianti termici, che il proprietario dell’edificio, o chi ne ha titolo, deve depositare presso le amministrazioni competenti… [omissis]” e che: “[omissis] Ai fini della piu’ estesa applicazione dell’articolo 26, comma 7, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, negli enti soggetti all’obbligo di cui all’articolo 19 della stessa legge, tale relazione progettuale dovra’ essere obbligatoriamente integrata attraverso attestazione di verifica sulla applicazione della norma predetta a tale fine redatta dal Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia nominato”.
La relazione citata va integrata dall’attestazione di verifica da parte dell’energy manager nominato solo per gli edifici di proprietà o nella titolarità dell’Amministrazione nominante. 
Richiedere all’energy manager dell’Amministrazione di produrre tale attestazione anche per gli edifici di proprietà terza va oltre gli obblighi del D.Lgs. 192/2005 e della Legge 10/1991.
Ciò non impedisce evidentemente all’Amministrazione nominante di prevedere un’estensione delle attività dell’energy manager nominato, qualora lo ritenga opportuno e utile, riconoscendo che si tratta di attività aggiuntive a quelle previste per legge per gli energy manager nominati. Ciò presuppone evidentemente un impegno in termini di giorni uomo superiore per l’energy manager nominato, di cui occorrerebbe tenere adeguatamente conto sotto il profilo contrattuale, in termini di compiti previsti e/o retribuzione economica.